Contenuto principale

Messaggio di avviso

La Galleria Comunale d’Arte – Sezione d’Arte Moderna, posta al primo piano di Villa Manzoni, offre al pubblico una selezione di opere che fanno parte del patrimonio storico-artistico del Si.M.U.L. L’allestimento delle varie sale, strutturato per ambiti tematici e periodi cronologici, mette in luce la carriera di importanti artisti che hanno operato nel territorio lecchese e che si sono distinti in ambito pittorico per le loro opere.

Immagine esemplificativa sala 1. Il tempo ammonitore (seconda metà del XVII secolo, olio su tela), cerchia di Domenico Piola (1627-1703)

 

La sala I presenta una selezione di dipinti della scuola lombarda del XVII e XVIII secolo, di carattere religioso. Le opere, un tempo appartenenti ai legati Carlo Todeschini e Cornelio Fagioli, offrono un interessante scorcio sull’arte barocca, in cui il soggetto sacro diventa spesso pretesto per rappresentare l’emozioni dei soggetti rappresentati.

 La sala II è incentrata sul tema della natura morta e alla pittura di genere, con opere risalenti al fine XVII - inizio XVIII secolo. In questa sala si potrà notare l'influsso dell’arte fiamminga sull'arte lombarda di questo periodo, attraverso le opere di Cipper Francesco detto Todeschini, Gian Domenico Valentino e Felice Boselli.

pietro-antonio-lucchini-ritratto-di-clementina-martelli-grillo-1842 

La sala III è dedicata al genere del "ritratto" del XIX secolo e presenta una serie di dipinti di rappresentanza della nascente borghesia lecchese, la cui nascita fu principalmente legata allo sviluppo dell'industria metallurgica e serica.T ra questi si segnalano i ritratti della Famiglie Martelli Grillo di Pietro Antonio Luchini (1800-1883), quelli della Famiglia Martelli di Giovanni Sottocornola (1855-1917) e il Ritratto di uomo di Giuseppe Molteni.

Il focus sul ritratto ottocentesco prosegue nella sala IV con una serie di figure femminili in cui emerge il Ritratto di Lucia Stoppani di Giovanni Battista Todeschini (1857–1938). Il paesaggio di scuola lombarda e degli allievi di Carlo Pizzi è rappresentato da oli su tela con vedute lacustri, fra i quali spicca quella di Massimo Taparelli d’Azeglio (1798-1866).

carlo-pizzi-monte-medale-1870

 

 Carlo Pizzi (1842-1909), il più importante paesaggista lecchese, è interamente raccontato nella sala V con vedute e particolari del paesaggio lecchese dipinte en plen air e copiate dal vero; per questo motivo è inserito tra i pittori veristi. In alcune sue tele la natura incontaminata è la protagonista nella sua veste selvaggia e rigogliosa: la Pinacoteca, a tal proposito, conserva oli su tela, come Il Monte Resegone (1868), Il Monte Medale (1870) e il Paesaggio con cascata (1880) e anche studi su carta a carboncino.

orlando-sora-ritratto-della-figlia-di-orlando-sora-sec-xx

 

La sala VI, dedicata a Orlando Sora (1903-1981), presenta tre vedute paesaggistiche aventi con soggetti i rioni di Pescarenico e Olate. Il tema della famiglia si ritrova in tre dipinti, dove compaiono i familiari più stretti dell’artista, come La mia famiglia e il Ritratto della figlia di Orlando Sora. Grazie a una recente donazione (2017), la Galleria ha acquisito l’affresco Armonia d’un incanto (primi anni ‘50), restaurato per l’occasione, e due disegni preparatori (anni ‘60-‘70) per affreschi dati in deposito dalla Biblioteca Civica U. Pozzoli di Lecco. Tra questi si segnala lo studio per l’opera La Comunicazione (1964) realizzato all’ufficio postale centrale della città. L’allestimento permette un confronto stilistico e cronologico fra due fasi della carriera pittorica di Orlando Sora.

 

raffaele-de-grada-veduta-di-lecco-1937La sala VII è allestita con le opere presentate nella mostra sul paesaggio lecchese realizzata in occasione della IV Quinquennale (1937), esposizione dei prodotti di eccellenza del territorio. I pittori vincitori Ugo Bernasconi, Cesare Breviglieri, Raffaele De Grada, Angelo Del Bon, Donato Frisia, Umberto Lilloni e Orlando Sora sono presenti con i dipinti premiati.

L’architetto razionalista Giuseppe Mazzoleni, attivo in ambito lecchese e lombardo, si interessa anche alla scultura di soggetto sacro e profano-mitologico guardando ad Adolfo Wildt. Di questo artista la Galleria conserva l’opera Marsia, un gesso preparatorio e relativi disegni che mostrano i ripensamenti dell’artista.

augusto-colombo-la-laminatura-1938

 

Augusto Colombo nella sua carriera pittorica affronta anche il tema del lavoro operaio ispirandosi all’arte sovietica. In questo percorso si inserisce anche il dipinto La laminatura, con i relativi disegni preparatori, omaggiando così la città di Lecco, sede di importanti industrie metallurgiche.

Nella sala VIII è esposta una collezione di pizzi e merletti appartenenti al periodo fine Settecento - inizio Novecento, donata dai Club di servizio cittadini Inner Wheel e Soroptimist. La Galleria ha così acquisito corredi femminili e battesimali, nonché vestiario neonatale realizzati con diversi tessuti quali cotone, lino, pizzo, raso, seta e tulle.

 

 

Orari e contatti