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Il nuovo percorso espositivo del Museo Manzoniano, profondamente ristrutturato e ampliato, è stato inaugurato nell’ottobre 2019. L’allestimento intende valorizzare in modo armonico i molteplici contenuti di cui è ricco il Polo museale di Villa Manzoni: una classica “casa museo”, bene architettonico e “luogo della memoria” di chi ha percorso le sue stanze e “museo letterario”, legato alla vita e alle opere del più importante scrittore italiano del 1800.

La visita prende inizio dalla sala 1, in cui gli affreschi del sec. XVIII, portati alla luce dai recenti restauri, fanno da cornice ai “quadri animati” da dipinti di collezioni del Si.M.U.L., di altri musei e collezioni private, selezionati per commentare un testo inedito di Andrea Vitali.

La sala 2 documenta il rapporto di Alessandro Manzoni con la sua famiglia e il territorio lecchese. Vi sono esposti la culla, il corredo battesimale, alcuni ritratti giovanili, oltre a quelli dei genitori e rappresentazioni di luoghi legati agli anni della sua infanzia e adolescenza.

La sala 3 ricostruisce lo studio di Manzoni e il suo personale processo di scrittura durante la stesura del romanzo. Sono presenti alcuni oggetti personali, come la famosa tabacchiera, il ritratto che Giuseppe Molteni dipinse per lo scrittore e alcune stampe raffiguranti il territorio lecchese in epoche diverse.

La sala 4 è la testimonianza del tempo in cui la villa appartenne alla famiglia Scola, che acquisì l’immobile nel 1818 assieme alla totalità dei beni lecchesi dei Manzoni. La sala da pranzo estiva è stata ricostruita con mobili d’epoca a seguito di un’attenta ricerca, mentre le pareti ospitano alcune foto originali che testimoniano importanti avvenimenti della vita in villa.

Nella sala 5, il salone delle grisaglie, è un ambiente di rappresentanza in stile neoclassico che vede una profonda unità fra gli affreschi alle pareti e l’arredamento.

Il museo letterario trova spazio nella sala 6, o sala rossa. Cuore del percorso espositivo, mira a rappresentare la complessa produzione letteraria di Alessandro Manzoni. La postazione d’onore al centro della sala vede esposta “La Quarantana", l’editio princeps dei Promessi Sposi, pubblicata nel 1840.

Nella sala 7 lo sguardo si sposta su alcuni tra i migliori artisti che hanno illustrato gli episodi del romanzo, fra cui G. Previati e G. De Chirico. In mostra qui anche una raggiera d’epoca simile a quella indossata da Lucia Mondella, protagonista de I Promessi Sposi.

Nela sala 8, la vecchia cucina, l’attenzione è posta sul saggio storico "La storia della Colonna infame", considerabile il vero finale del romanzo, in quanto inserita in coda dall’autore nell’edizione definitiva del 1840.

immagine sala grisaglie villa manzoni

La sala 9 è incentrata sul rapporto dello scrittore con la politica: sono esposti manoscritti autografi di Giosuè Carducci e Alessandro Manzoni, fra cui il discorso di saluto a sua maestà Vittorio Emanuele II.

La sala 10 è anche chiamata Manzoni Pop: dedicata alla grande influenza che il romanzo ha avuto nel mondo e nei vari ambiti culturali, ospita una grande varietà di materiali e opere che testimoniano l’impatto de I Promessi Sposi nella cultura popolare, oltre a traduzioni provenienti da varie parti del mondo.

La sala 11 Cinema Manzoni Pop, allestita come una sala cinematografica, viene mostrato in loop un segmento del film muto I Promessi Sposi di Mario Bonnard del 1922.

Passando per il cortile dei rustici si arriva alla CAPPELLA DELL’ASSUNTA, cappella privata della Villa. Tra le numerose opere d’arte si segnala la pala d’altare Madonna dell’Assunta di C. Preda (sec. XVIII). La cappella è ambientata con il Requiem dedicato da G. Verdi ad Alessandro Manzoni.

Ultimo e suggestivo ambiente visitabile sono le cantine, con una splendida ghiacciaia e due torchi originali di metà Ottocento. In futuro saranno oggetto di ulteriori allestimenti.

La visita si conclude passando dalla corte d’onore, impreziosita da decorazioni a tempera di fine settecento.

 

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