Contenuto principale

Messaggio di avviso

Il Museo Archeologico, con sede nel seminterrato del seicentesco Palazzo Belgiojoso, offre al pubblico una selezione di reperti facenti parte delle collezioni del Si.M.U.L. Il percorso espositivo, che si snoda lungo sei sale, è impostato secondo criteri cronologici e topografici: sono rappresentate, dalle età più antiche alle più recenti, le diverse località del Lecchese in cui sono stati effettuati i ritrovamenti archeologici.

Prima di iniziare il percorso espositivo vero e proprio si trova un monetiere, in cui è esposta una piccola selezione di monete, parte della Collezione Numismatica del Si.M.U.L., che illustra la millenaria storia della Lira, da Carlo Magno a Maria Teresa d’Austria.

Palazzo-Belgiojoso-Museo-Archeologico La sala I è dedicata alla preistoria e copre un ampio arco di tempo, dal Paleolitico all’età del Bronzo. Nella prima vetrina sono esposi gli strumenti paleolitici utilizzati dall’uomo di Neanderthal e dall’homo sapiens sapiens rinvenuti alla Bagaggera di Rovagnate, insieme a quelli dei cacciatori-raccoglitori del Mesolitico trovati sul Monte Cornizzolo. Nella seconda vetrina sono conservati i materiali provenienti dallo scavo di un abitato neolitico individuato ad Ello e rappresentativo della cultura dei Vasi a Bocca Quadrata. Nella terza vetrina sono esposti i corredi delle sepolture in grotta del Buco della Sabbia di Civate databili all’età del Rame. Le ultime due vetrine della sala contengono i materiali risalenti all’età del Bronzo, tra cui i vasi ceramici dell’insediamento palafitticolo della torbiera di Bosisio Parini e diversi oggetti in bronzo rinvenuti sul territorio. Al termine della sala è esposto un menhir istoriato proveniente da Ello.

Muso Archeologico 2 et-del-ferroNella sala II  la prima vetrina a destra è dedicata all’esposizione dei materiali rinvenuti in due siti sepolcrali dell’età del Bronzo, quello sul Monte S. Martino e quello di Ballabio. Le vetrine lungo la parete destra della sala contengono i materiali della prima età del Ferro, comprendenti gli oggetti dell’abitato della Rocca di Chiuso e diversi corredi tombali. Nelle vetrine lungo la parete sinistra della sala II e le prime duedella sala III sono esposti i corredi della seconda età del Ferro rinvenuti a Barzio ed Introbio, mentre nelle vetrine successive si vedono i corredi delle tombe rinvenute in Brianza. 

Palazzo-Belgiojoso-Museo-Archeologico-eta-romanaNella sala IV sono conservati i reperti di epoca romana. Le prime tre vetrine della sala contengono i corredi rinvenuti in alcune tombe isolate databili alla prima età imperiale e ritrovate a Costa Masnaga, Galbiate, Lecco, Mandello Lario, Oliveto Lario, Valmadrera. A partire dalla quarta vetrina sono esposti i corredi di diverse sepolture del IV sec. d.C. Fuori dalle vetrine sono esposte are e epigrafi funerarie, insieme ad un mosaico proveniente da una villa di Lierna.

Nella sala V sono esposti i reperti di epoca altomedievale, comprendenti il corredo di una tomba longobarda rinvenuta nella chiesa dei santi Nazaro e Celso di Garbagnate Monastero, due vasetti reliquari trovati nella chiesa di S. Martino in Agra di Lecco, una copia della capsella argentea ritrovata nella chiesa di Santo Stefano di Garlate e i corredi delle sepolture, insieme ad alcuni frammenti di lapidi paleocristiane, rinvenute durante lo scavo all’interno della chiesa. Alle spalle dei materiali altomedievali si trovano due vetrine con una scelta di oggetti di produzione greca, etrusca e italiota, facenti parte delle collezioni donate al Museo.

Palazzo-Belgiojoso-Museo-Archeologico-plastico-minieraLa sala VI è dedicata alla metallurgia e, in particolare, sono spiegate le principali tappe della catena produttiva della siderurgia, con i modelli in scala di una miniera medievale e di una fucina. Si conservano in questa sala i materiali provenienti dal sito metallurgico dei Piani d’Erna di Lecco, che rappresenta la più antica testimonianza di attività di riduzione del minerale di ferro in Lombardia. Nel portico e nel cortile del palazzo sono stati raccolti, tra gli anni Trenta e Quaranta del secolo scorso, fregi provenienti dalle rovine del Forte di Fuentes di Colico, sarcofagi altomedievali, stemmi, lapidi ed elementi decorativi provenienti dalle continue demolizioni di palazzi e conventi della città.

 

Orari e contatti